Vincenzo Ampolo il poeta gentile di Surbo.
Noè Scalinci senior: (1795 – 1841) fu sindaco di Surbo;
di idee liberali partecipò attivamente ai moti salentino e fu imprigionato insieme a Pietro e Marino Valzani, Vincenzo Elia e Vincenzo Greco.
nato nel 1732 studiò prima presso i Gesuiti a Lecce. Entrò poi in Seminario dove studiò Filosofia e Teologia. Oltre al latino si interessò anche di algebra e francese. Diventato sacerdote aprì una scuola pubblica frequentata anche da molti giovani di paesi limitrofi in cui insegnava latino, filosofia e la teologia. Nel 1770 andò a Napoli; la sua fama di letterato si era intanto sparsa così che fu chiamato ad insegnare Lettere nel Seminario di Nola. Scrisse, oltre a innumerevoli componimenti, la "Paolineide" poema in latino in onore di san Paolino. Tornato nel Salento istituì a Gallipoli un Liceo, ed insegnò Eloquenza nel Seminario di quella città nel 1797. Morì nel 1817.
nato nel 1775. Studiò in seminario e una volta ordinato sacerdote fu chiamato al ruolo di precettore dei figli del Barone Giuseppe Romano a Brindisi fino al 1804. Nel 1809 divenne arciprete della chiesa matrice di Surbo. Si iscrisse alla Carboneria nel 1815, diffondendo ovunque idee di libertà. Fu arrestato nel 1818 nella parrocchia di Matino dove stava predicando per le Sacre Missioni. Fu quindi imprigionato nelle segrete del carcere nel Castello di Lecce e condannato all' ergastolo. Dal carcere fu trasferito in segreto al porto di San Cataldo dove fu imbarcato per il carcere del Castello di Santa Margherita nell' isola della Favignana, dove rimase due anni. Tornato a Surbo, morì nel 1829 a causa delle sofferenze patite durante la prigionia.
arciprete fu insigne studioso e professore di Lettere; ebbe una cattedra a Napoli e Taranto. Morì nel 1885.
nato nel 1825, studiò Scienze, Lettere e Religione nel Seminario Vescovile di Lecce. Vivendo nel clima rivoluzionario che attraversava allora l' Italia, era divenuto un fervente propugnatore dell' amore per la patria e la libertà. Ordinato sacerdote continuò dal pulpito a parlare di libertà; dopo aver pubblicamente commemorato la morte eroica dei fratelli Bandiera, fu processato e confinato nel Convento di Parabita. Tornato a Surbo, continuò indomito la sua rivoluzione, affiliandosi alla Giovane Italia. Nel 1862 intraprese un lungo viaggio che lo portò a conoscere varie regioni italiane, e alcuni paesi europei. Al suo rientro a Surbo si dedicò all' insegnamento mettendo così a disposizione dei giovani la sua notevole cultura. Stimato dai suoi concittadini fu anche eletto Sindaco dal 1876 al 1881. Morì nel 1890.
fratello di Pietro aderì ai moti liberali del Risorgimento ed alla carboneria. Fu imprigionato nelle carceri di Lecce.
nato nel 1884, morì a 27 anni nel 1911, in un combattimento a Derna, durante la guerra di Libia. Ebbe la medaglia d' argento al valor militare. A Lecce gli è stata dedicata una Caserma. A Surbo gli è stata dedicata una strada ed una lapide posta all' ingresso dell' ex Municipio in piazza Unità Europea.
(1867 – 1959) si laureò in Medicina, e si distinse come oftalmologo e studioso di Storia della Medicina. Insegnò Oftalmologia presso la facoltà di Medicina dell' Università di Napoli, pubblicando oltre cento studi scientifici, e nel 1947 la Società Oftalmologia Italiana gli dedicò una medaglia.
(1893 – 1937) laureatosi in Giurisprudenza presso l' Università di Roma, fu poeta in vernacolo di grande valore. Tra tanti si ricorda il poemetto "La uerra noscia" pubblicato nel 1915.
nato nel 1912 studiò nel Seminario di Lecce e poi in quello di Molfetta. Fu ordinato sacerdote nel 1941; dopo andò a Milano a studiare restauro al "Beato Angelico". Per alcuni anni insegnò religione al Liceo Artistico ed all' Istituto d' Arte di Lecce. A Surbo per molti anni è stato Padre spirituale della Confraternita della Madonna di Loreto. Morì nel 1993. Fu artista prolifico e schivo. A Surbo è conservato nella Parrocchia di Santa Maria del Popolo un grande quadro raffigurante Santa Lucia eseguito negli anni ' 70. Nella chiesa di Santa Croce, a Lecce, c' è su un altare una sua tela raffigurante San Filippo Neri. Altri suoi lavori sono, oltre che nel Salento, in Calabria, in Basilicata ed in Campania.